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Nei primi mesi di vita del cane può essere utile abituarlo a sporcare su una traversina, dal momento che potrebbe verificarsi l’opportunità di non farlo uscire di casa causa mancato completamento del ciclo vaccinale. Il cucciolo può essere condizionato a fare i bisogni su una traversina o, ad esempio, sul terrazzo di casa, anche se è un discorso valido soprattutto per i cani di taglia piccola e non può in alcun modo sostituire, una volta terminato il ciclo vaccinale, le quattro passeggiate/uscite giornaliere necessarie sia per l’espletamento delle funzioni fisiologiche sia per garantire il benessere animale del proprio cane.

Nei momenti in cui prevedete che il cucciolo abbia necessità di sporcare (di prima mattina, appena sveglio, e subito dopo ognuno dei tre pasti) provate a metterlo delicatamente sulla traversina e premiatelo non appena sporca.

L’uso della traversina deve essere limitato al periodo in cui il cane è impossibilitato a uscire. Un cane adulto è in grado di trattenersi dai bisogni anche per sei ore consecutive durante il giorno, non c’è quindi motivo per sostituire la passeggiata con una traversina.

Sicuramente durante l’arco di tutto l’anno, indipendentemente dal clima, il cane deve avere sempre a disposizione la ciotola dell’acqua. In particolar modo nella stagione estiva, l’acqua fresca a disposizione non deve mai mancare.

Bisogna però fare attenzione allo stesso tempo che, specie durante e dopo un’attività fisica intensa, il cane non si “ingozzi” di acqua, bevendone grande quantità in poco tempo, in quanto ciò potrebbe aumentare il rischio di un’eventuale dilatazione gastrica. Per evitare ciò è importante che i cani, soprattutto in estate, non vengano lasciati in auto al caldo o sotto il sole diretto; esistono in commercio tappetini e bandane refrigeranti che possono contribuire a tenere più fresco il cane e diminuire il suo desiderio di ingoiare grandi quantità di acqua allo scopo di rinfrescarsi.

Infine, è buona norma controllare che la quantità di acqua assunta durante il giorno sia più o meno regolare nel tempo: un’aumentata assunzione giornaliera di acqua può essere una spia di alcune patologie (come diabete, piometra, insufficienza renale) ed è meglio riferire il fatto al proprio veterinario di fiducia.

Come tutti gli esseri viventi anche il cane va incontro a fisiologici mutamenti durante l’età anziana.  Occorre prestare attenzione a qualunque eventuale sintomo anomalo e non esitare a rivolgersi al proprio veterinario di fiducia; un soggetto anziano ha inoltre bisogno di controlli più frequenti rispetto a un cane giovane e in perfetta salute. Il Medico Veterinario di fiducia stabilirà uno specifico piano di controlli dei valori ematici.
Particolare attenzione bisogna porre all’alimentazione, che deve essere bilanciata in funzione del controllo del peso; i soggetti anziani tendono a muoversi di meno e a mettere su peso se l’apporto di calorie non viene regolato di conseguenza. Il mantenimento di un’attività fisica regolare è un presupposto fondamentale per il controllo del peso corporeo del cane: non deve però assolutamente essere traumatico o esagerato, un soggetto anziano può avere articolazioni più fragili e doloranti. In età anziana bisogna anche mettere in conto una riduzione dei sensi, con un affievolimento più o meno marcato di vista, udito e olfatto; un aspetto di cui tenere conto durante la vita quotidiana, aiutando il cane anziano nei movimenti e nello svolgimento delle attività giornaliere quando opportuno.

Grazie ai progressi della scienza esistono oggi vari mangimi complementari che possono migliorare la qualità di vita del cane anziano. In presenza di conclamate patologie bisogna sempre rivolgersi al veterinario e seguire la terapia indicata, ma soprattutto in presenza di patologie a carattere cronico, nell’ambito delle quali l’utilizzo di farmaci per lunghi periodi di tempo può portare a effetti collaterali talvolta anche importanti (a maggior ragione se il cane è debilitato), i mangimi complementari possono rappresentare un valido supporto al benessere dell’animale.
Tra i più utili e utilizzati per il cane anziano troviamo quelli a base di glucosamina e condroitina solfato, in grado di mantenere le articolazioni mobili e rallentare il processo artrosico, e quelli per il sistema immunitario, che hanno lo scopo di sostenere le difese immunitarie che in un cane anziano sono fisiologicamente più basse. I cani anziani, proprio a causa delle loro diminuite difese, sono più soggetti a disordini gastrointestinali, tosse canina e dermatiti.

Se il tuo cane beve tanto (più di 1l d’acqua al giorno per un peso di 10kg) ed urina molto, ci sono i presupposti per pensare ad un problema renale.

In un animale sano, dunque se non ci sono patologie predisponenti come la Leishmaniosi, i primi problemi renali si manifestano più comunemente superati i 5 anni di età.

Le difese immunitarie consentono agli animali, di proteggersi dagli agenti patogeni che quotidianamente vengono a contatto con l’organismo. Ogni volta che questo tipo di difesa non svolge la sua funzione in modo ottimale ci può essere l’insorgenza di qualche patologia. Per questo è bene cercare di rafforzare le difese immunitarie con appositi mangimi complementari e permettere all’organismo di essere pronto nel momento in cui viene in contatto con i patogeni.

È importante rafforzare le difese immunitarie duranti i periodi più stressanti per il tuo animali o in seguito a viaggi e/o introduzione di nuovi membri nel nucleo familiare.

Sì. Ci sono razze, soprattutto quelle di taglia grande, predisposte allo sviluppo di problemi articolari, sia da molto giovani sia durante la crescita, ma soprattutto in età geriatrica.

I gatti imparano a usare la cassetta igienica durante le prime settimane di vita (generalmente entro la quarta). Se il gattino non è potuto stare con la mamma o se viene dalla strada, può però capitare che non sappia ancora usare la cassetta igienica anche a qualche mese di vita o addirittura da adulto. Per abituarlo occorrerà innanzitutto fargliela conoscere, mettendolo dentro in modo tale che possa esplorarla e annusarla. Se non gli viene naturale scavare nella lettiera, potete scavare voi con un dito per mostrargli l’azione. Se il gatto è cucciolo, mettetelo con regolarità due o tre volte nella cassetta igienica durante il giorno.
I gatti generalmente amano coprire i loro bisogni, saranno dunque felici di avere un luogo dove poterlo fare e usare la cassetta igienica dovrebbe diventare un’abitudine gradita. In caso il gatto si ostini a sporcare fuori da essa, se riuscite a vederlo nell’azione di scavare il pavimento (o altra superficie) prendetelo e mettetelo gentilmente dentro alla cassetta. Se continua a sporcare fuori, prendete i suoi bisogni e poneteli dentro alla cassetta igienica, ciò dovrebbe aiutarlo ad associare cassetta e bisogni.
Qualche consiglio affinché la cassetta igienica sia gradita: acquistate una cassetta grande e profonda, posizionatela in un posto tranquillo e possibilmente riparato, pulitela ogni giorno e lavatela una volta a settimana, scegliete una lettiera priva di profumazione e, se la casa è di grandi dimensioni, mettete due cassette igieniche in due angoli diversi della casa (se la casa ha più piani, l’ideale è una per piano).
Infine, valutate l’utilizzo di una lettiera naturale e priva di sostanze tossiche: oltre ad essere biodegradabile e compostabile, si può smaltire facilmente nel wc e non fa polvere, minimizzando il rischio di allergie per il gatto.

Un gatto può essere considerato anziano a partire circa dai 10 anni di età. A prescindere dal dato anagrafico, il gatto inizialmente potrebbe non mostrare alcun segno di invecchiamento, soprattutto se è in forma, e questo potrebbe portarci a non accorgerci delle sue mutate esigenze.
In linea generale un gatto anziano ha bisogno di più riposo, tenderà dunque ad aumentare il tempo che passa dormendo o riposando, dobbiamo rispettarlo e assicurargli numerosi posti dove poter riposare in pace. Al tempo stesso è necessario che faccia comunque un po’ di movimento ogni giorno, a beneficio del sistema cardiocircolatorio, del peso forma e dell’ossigenazione dei tessuti: se la cosa non gli venisse naturale, possiamo stimolarlo con giochi semplici e tranquilli.
Un gatto anziano potrebbe anche essere più freddoloso: non facciamogli mancare un luogo caldo per riposare, soprattutto in inverno; basta anche solo aggiungere una coperta calda nella sua cuccia. Potrebbe anche aver bisogno di un aiuto per la sua toeletta quotidiana: il pelo, invecchiando, perde qualità e inoltre il gatto potrebbe non essere meticoloso come un tempo nella pulizia. Spazzolarlo quotidianamente è la soluzione ideale per mantenere in salute cute e mantello ed evitare la formazione dei fastidiosi boli di pelo.
L’alimentazione è da regolare anch’essa: invecchiando il gatto ha bisogno di assumere meno calorie e, inoltre, potrebbe andare incontro a problemi di peso, sia in un senso (obesità) che in un altro (eccessiva magrezza). Anche per questo motivo è consigliabile intensificare i controlli di routine dal veterinario ed essere pronti a riferirgli qualsiasi cambiamento o stranezza che abbiamo notato nel nostro gatto.
Infine, ciò che non deve mai mancare al gatto anziano è la tranquillità: eliminate o limitate le fonti di stress (soprattutto cambiamenti di ambiente o di routine) e gestite quelle ineliminabili nel rispetto delle sue esigenze.

La salute di un gatto anziano (oltre i 10 anni di età) necessita di essere monitorata con più attenzione rispetto a quanto si è soliti fare quando il gatto è un giovane adulto. Questo perché l’invecchiamento porta a fisiologici cambiamenti nel suo fisico e, a volte, sorge la necessità di intervenire, tramite l’alimentazione o le terapie prescritte dal veterinario, a supporto di alcuni apparati.
I mangimi complementari (così si chiamano gli integratori per animali) possono tornare particolarmente utili durante l’anzianità del gatto, in quanto sono in grado di fornire elementi nutritivi che possono colmare le carenze a cui può andare incontro il gatto. Un valido aiuto lo rappresentano i mangimi complementari per il supporto del sistema immunitario, utili in molteplici occasioni quando si ha un gatto anziano in casa: stati di debilitazione fisica, interventi chirurgici, cambi di stagione, disturbi gastrointestinali. Con il progredire dell’età, il sistema immunitario del gatto tende infatti a indebolirsi, anche a causa del fatto che le sue capacità di digestione e assimilazione dei nutrienti peggiorano.
Anche ossa e articolazioni possono andare incontro a problemi, un mangime complementare formulato specificamente per sostenere la salute di ossa e articolazioni può aiutare a rallentarne il deterioramento.
Il pelo del gatto anziano si deteriora anch’esso: diventa più rado e perde di consistenza. Esistono mangimi complementari specifici per favorire la salute di pelo e mantello e possono tornare molto utili anche per stimolare il naturale ricambio del pelo.
Che molti gatti siano soggetti a problemi urinari non è un mistero; la situazione può peggiorare con l’anzianità. Sarà il veterinario a valutare la situazione e decidere eventuali terapie; un mangime complementare per il benessere delle vie urinarie, formulato specificamente per i gatti, può però diminuire il rischio di proliferazione batterica nel tratto urinario.

Come per noi, anche per i gatti l’acqua è essenziale per vivere. Indicativamente, un gatto dovrebbe bere tra i 50 e i 100 ml per kg di peso corporeo al giorno; questa quantità varia comunque in base all’età (cuccioli e anziani bevono di più) e alle condizioni ambientali (è normale che in estate il gatto beva di più).
Come fare a capire se il gatto beve a sufficienza? È importante poterlo capire in quanto un’idratazione corretta aiuta, tra le altre cose, a prevenire problemi e disfunzioni renali e del tratto urinario. Se vuoi sincerarti che il tuo gatto beva abbastanza, prova a mettere la quantità indicativa di acqua che dovrebbe assumere in un giorno nella sua ciotola e controlla quanto ci mette a finirla.
I gatti amano l’acqua fresca e, ancora meglio, corrente: per questo motivo molti di loro amano bere dai rubinetti aperti. In commercio esistono ormai numerosi modelli di fontanelle per gatti, ideali allo scopo di fornire sempre acqua fresca al nostro gatto. Un altro trucchetto utile è quello di mettere più ciotole con l’acqua in diversi punti della casa.
Particolare riguardo ci vuole per il gatto anziano: assicurarti che abbia sempre acqua fresca e in abbondanza.

Indipendentemente dal fatto che il gatto vivrà una vita esclusivamente domestica o potrà avere la possibilità di uscire di casa (nel giardino di pertinenza dell’abitazione o, anche, oltre i confini della proprietà), durante i primi mesi di vita si consiglia di sottoporlo ad un’accurata visita presso il proprio veterinario di fiducia in cui si valuteranno le condizioni di salute dell’animale e, se in buono stato, si potrà procedere alla profilassi vaccinale. Fino circa ai due mesi di età il gattino è protetto dalle difese immunitarie che ha ricevuto dalla madre tramite l’allattamento (il colostro materno è infatti ricco di globuli bianchi); tra i due e i tre mesi di età si possono effettuare le prime vaccinazioni, in modo che il gattino risulti protetto dalle principali malattie.

Con la prima iniezione il gatto riceverà i vaccini contro herpesvirus felino, calicivirus felino, virus della panleucopenia felina e virus della leucemia felina (vaccinazione tetravalente). A discrezione del veterinario e in base allo stile di vita che il gatto condurrà – ad esempio, se verrà portato all’estero o alle esposizioni feline – potrebbe essere opportuno vaccinarlo anche contro la rabbia. Dopo circa tre settimane dalla prima iniezione il gatto riceverà la seconda dose vaccinale e a un anno di vita sarà sottoposto al primo richiamo. A seconda dello stile di vita del gatto e dello stato di salute, il veterinario potrebbe decidere un piano di richiami personalizzato.

In linea generale possono non esserci problemi a far convivere un cane e un gatto. Esistono tantissimi esempi di convivenze felici, allo stesso tempo bisogna dire anche che alcuni cani proprio non sono adatti alla convivenza con un piccolo felino: non è una questione di razza o di dimensione, quanto di caratteristiche soggettive. Anche nel caso si riesca a instaurare una convivenza, non ci si può sempre aspettare che nasca una vera e propria “amicizia”: nella maggior parte dei casi cani e gatti si limitano a tollerarsi, e va bene così. In alcuni casi – anche qui dipende dalle caratteristiche soggettive – si svilupperanno rapporti più intensi, che rappresentano comunque l’eccezione e non la regola.

Se ci apprestiamo a inserire un gattino nella casa dove già abitiamo con un cane, il primo consiglio è quello di permettere a cane e gatto di annusarsi e conoscersi reciprocamente in tutta sicurezza: fare in modo quindi di poter afferrare prontamente il cane nel caso manifestasse comportamenti aggressivi e garantire al gatto una via di fuga. La seconda regola da osservare è quella di non sacrificare gli spazi del cane, al tempo stesso lasciando al gatto la possibilità di girare per casa e conoscerla: mai confinare il cane in una stanza o in una gabbia, si sentirebbe punito ingiustamente proprio a causa dell’arrivo del gatto. Se il clima è pacifico, con il passare dei giorni si può passare alle barriere trasparenti (un cancellino, delle sedie che bloccano l’accesso a una stanza…) e, in seguito, rimuoverle gradualmente. È fondamentale non perdere mai di vista gli animali durante i primi giorni, per controllare le interazioni; quando non si è a casa è opportuno separarli finché non si è certi che si sia instaurata una pacifica convivenza. Importante, infine, separare le aree dove mangiano e riposano i due animali, in modo che ognuno abbia il proprio spazio riservato.

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